Quando la situazione richiede maggiore attenzione.
Non tutte le persone arrivano all'allenamento nelle stesse condizioni. Quando sono presenti particolari esigenze fisiche o condizioni cliniche già diagnosticate, il programma deve essere costruito con ancora maggiore attenzione e nel rispetto delle indicazioni dei professionisti sanitari di riferimento.
Partire dalla situazione reale, con ancora maggiore ascolto.
In presenza di condizioni particolari, il principio di Riccardo diventa ancora più centrale: prima comprendere, poi programmare. E comprendere significa anche ascoltare ciò che i professionisti sanitari hanno già detto.
Non tutte le persone arrivano all'allenamento nelle stesse condizioni. Alcune hanno alle spalle percorsi clinici, diagnosi, terapie in corso, indicazioni precise da rispettare. In questi casi l'allenamento non può essere costruito come se queste condizioni non esistessero.
Il lavoro si inserisce, quando appropriato, all'interno di una gestione più ampia della persona, nel rispetto delle indicazioni dei professionisti sanitari di riferimento. L'attività fisica non sostituisce quel percorso: lo affianca, quando ha senso, con attenzione e gradualità.
Adattare non significa rinunciare. Significa costruire qualcosa che la persona possa realmente sostenere.
Un percorso adattato alla persona.
Riccardo ha maturato esperienza nel lavoro con persone che convivono, tra le altre, con condizioni quali:
- fibromialgia;
- problematiche tiroidee;
- sclerosi multipla;
- psoriasi;
- dermatiti;
- altre condizioni autoimmuni o situazioni che richiedono particolare attenzione.
L'attività fisica viene adattata alle caratteristiche, alle capacità e alle eventuali indicazioni cliniche della persona. Non si tratta di curare alcunché: si tratta di proporre un lavoro che la persona possa realmente svolgere e sostenere nel tempo.
Particolare attenzione alla fibromialgia.
La fibromialgia può rendere particolarmente complesso il rapporto con il movimento e con l'esercizio. Risposte che in altre persone sarebbero prevedibili, in questa condizione possono essere variabili e difficili da interpretare.
Per questo l'attività deve essere proposta con gradualità, ascoltando attentamente le risposte individuali e modulando progressivamente il lavoro. Non esiste una dose "giusta" stabilita a priori: esiste ciò che quella persona, in quel momento, può sostenere.
L'attività fisica non sostituisce il percorso medico della persona, ma può essere inserita, quando appropriato, all'interno di una gestione più ampia condivisa con i professionisti sanitari di riferimento.
Dialogo e gradualità.
In questi percorsi diventano ancora più importanti comunicazione, monitoraggio delle sensazioni e capacità di adattare il programma nel tempo. La voce della persona non è un dettaglio: è parte integrante del lavoro.
Un programma pensato una volta per tutte non ha senso qui. Ha senso un processo in cui ciò che la persona riferisce guida, insieme all'osservazione, le scelte successive. Questo richiede tempo, ascolto e la disponibilità a modificare il percorso quando è necessario.
L'attività fisica viene adattata alle caratteristiche, alle capacità e alle eventuali indicazioni cliniche della persona e non sostituisce diagnosi, terapie o indicazioni dei professionisti sanitari.
Vuoi capire se l'allenamento può essere adattato alla tua situazione?
Racconta la tua situazione: il percorso viene costruito nel rispetto delle indicazioni cliniche di riferimento e con la gradualità necessaria.
Rimessa in forma e dimagrimento
Recuperare efficienza fisica e costruire un rapporto più consapevole con l'allenamento.
Forza e massa muscolare
Diventare più forti e costruire massa muscolare attraverso una programmazione progressiva.
Primi passi nell'allenamento
Imparare fin dall'inizio a costruire basi corrette, senza esperienza pregressa.